Gonfiore addominale persistente: quando preoccuparsi e cosa fare

Gonfiore addominale persistente: quando preoccuparsi e cosa fare

admin_clinicaviana Gastroenterologia 0 Comment

Avere la pancia gonfia dopo un pasto può sembrare un disturbo comune e passeggero. Tuttavia, quando il gonfiore addominale diventa persistente o si accompagna a dolore, senso di pesantezza e difficoltà digestive, può nascondere cause più serie che meritano attenzione.
Capire da cosa dipende e come intervenire è il primo passo per ritrovare il benessere quotidiano e la serenità nella propria vita. In questo articolo scoprirai le principali cause del gonfiore addominale, i segnali da non ignorare e quando è il caso di rivolgersi a uno specialista presso Clinica Viana a Novara.

Cos’è il gonfiore addominale e come si manifesta

Il gonfiore addominale è una sensazione di tensione, pressione o “pienezza” a livello dell’addome, spesso accompagnata da un aumento visibile del volume della pancia.
Può presentarsi saltuariamente dopo i pasti o diventare una condizione frequente e fastidiosa, interferendo con la digestione, il riposo e la qualità della vita.

In molti casi, il gonfiore è causato da un eccesso di gas intestinale o da una difficoltà nel processo digestivo. Tuttavia, quando diventa cronico o associato a dolore e gonfiore addominale persistente, potrebbe essere sintomo di problematiche intestinali, intolleranze o disturbi dell’apparato gastrointestinale.

Le cause più comuni del gonfiore addominale

Non tutte le forme di gonfiore hanno la stessa origine. Alcune sono legate a cattive abitudini alimentari o a stili di vita poco equilibrati, altre a disturbi più complessi che richiedono l’intervento di un medico specialista.

Tra le cause del gonfiore addominale più frequenti troviamo:

  • Alimentazione disordinata o troppo veloce: mangiare in fretta o parlare durante i pasti favorisce l’ingestione di aria (aerofagia).
  • Intolleranze alimentari: come quella al lattosio o al glutine, che possono provocare gas, dolore e gonfiore intestinale.
  • Sindrome dell’intestino irritabile (IBS): un disturbo funzionale che altera il normale transito intestinale.
  • Stipsi o irregolarità intestinale: l’accumulo di feci e gas provoca una sensazione di “pancia gonfia” costante.
  • Stress e ansia: il sistema nervoso e l’intestino sono strettamente collegati; lo stress può modificare la motilità intestinale e peggiorare la digestione.
  • Assunzione eccessiva di bevande gassate, zuccheri o legumi: possono fermentare e generare gas in eccesso.
  • Flora batterica intestinale alterata (disbiosi): uno squilibrio del microbiota che provoca fermentazioni anomale.

Quando il gonfiore è persistente, associato a dolore addominale, meteorismo o alterazioni dell’alvo, è importante non trascurarlo: potrebbe essere un segnale di una condizione infiammatoria o metabolica da indagare.

Cause del gonfiore intestinale: quando preoccuparsi

Il gonfiore intestinale può derivare da disturbi benigni ma anche da condizioni che richiedono diagnosi e trattamenti specifici.
È bene rivolgersi a uno specialista se il disturbo è continuo o si accompagna a:

  • dolore addominale acuto o crampi frequenti;
  • nausea, perdita di appetito o calo di peso;
  • alternanza di stitichezza e diarrea;
  • presenza di sangue nelle feci;
  • sensazione di pancia sempre tesa o gonfia anche a digiuno.

Questi sintomi possono essere correlati a patologie gastrointestinali come la celiachia, la colite, la gastrite cronica o, in rari casi, disturbi di tipo oncologico.
Solo una visita medica e gli esami diagnostici adeguati possono escludere o confermare queste possibilità.

Dolore e gonfiore addominale: una combinazione da non ignorare

Quando il gonfiore addominale si associa a dolore, senso di peso e difficoltà digestive, spesso la causa non è banale.
Il dolore può derivare da spasmi intestinali, da un’infiammazione o dalla distensione anomala delle pareti intestinali dovuta all’accumulo di gas.

In Clinica Viana, gli specialisti in gastroenterologia  eseguono una valutazione completa, che comprende:

  • anamnesi accurata delle abitudini alimentari e dello stile di vita.
  • esame obiettivo e palpazione dell’addome.
  • test diagnostici specifici.
  • eventuali Colonscopie e Gastroscopie con o senza sedazione.

L’obiettivo è individuare la causa del gonfiore e pianificare un percorso terapeutico personalizzato che vada oltre il semplice trattamento dei sintomi.

Come si diagnostica il gonfiore addominale persistente

Una diagnosi corretta è la chiave per risolvere il problema alla radice.
A seconda del caso, il medico può richiedere diversi esami diagnostici, come:

  • Ecografia addominale, utile per escludere la presenza di patologie organiche (cisti, fibromi, accumuli di gas o liquidi).
  • Breath test al lattosio o al lattulosio, per identificare eventuali intolleranze o proliferazioni batteriche (SIBO).
  • Test per la celiachia e analisi del sangue per indagare infiammazioni o carenze nutrizionali.
  • Colonscopia o gastroscopia, in caso di sintomi persistenti o sospetti clinici.

In molti casi, l’approccio multidisciplinare proposto presso Clinica Viana a Novara consente di affrontare il disturbo in modo completo, grazie alla collaborazione tra gastroenterologo, nutrizionista e altri specialisti.

Rimedi pratici per ridurre il gonfiore addominale

Oltre alla diagnosi medica, alcuni comportamenti quotidiani possono aiutare ad alleviare i sintomi.
Ecco alcuni consigli utili:

  • Mangia lentamente e mastica bene, evitando di parlare mentre mangi.
  • Riduci cibi fermentabili come legumi, cavoli, cipolle e bibite gassate.
  • Bevi acqua naturale e limita alcolici e bevande zuccherate.
  • Fai attività fisica regolare, anche solo una camminata dopo i pasti.
  • Gestisci lo stress con tecniche di rilassamento o attività come lo yoga.
  • Non saltare i pasti, ma suddividili in porzioni più piccole e frequenti.

Queste abitudini, associate a un piano alimentare personalizzato, possono migliorare la digestione e ridurre il gonfiore in modo naturale.

Quando rivolgersi a un medico

Se il gonfiore non passa dopo alcune settimane, o se compaiono dolore, cambiamenti intestinali o sintomi associati, è il momento di rivolgersi a un gastroenterologo.
In Clinica Viana, gli specialisti eseguono una valutazione approfondita per distinguere i disturbi funzionali (come il colon irritabile) da quelli organici, garantendo un trattamento mirato e sicuro.

Un approccio superficiale o l’uso di rimedi “fai-da-te” possono infatti mascherare sintomi importanti, ritardando una diagnosi precoce.

Conclusioni

Se il tuo gonfiore addominale è persistente, doloroso o limita la tua quotidianità, non ignorarlo.
Prenota una visita gastroenterologica presso Clinica Viana a Novara: il nostro team di specialisti analizzerà le cause del problema e ti accompagnerà in un percorso di cura personalizzato, per farti ritrovare equilibrio e benessere.

FAQ

1. Il gonfiore addominale può essere causato dallo stress?

Sì, lo stress influenza direttamente la motilità intestinale e può peggiorare la sensazione di gonfiore o tensione addominale.

2. Quando il gonfiore addominale è preoccupante?

Quando dura più di 2-3 settimane o si associa a dolore, alterazioni dell’alvo, nausea o perdita di peso.

3. I fermenti lattici aiutano contro il gonfiore?

Possono essere utili se la causa è uno squilibrio della flora intestinale, ma vanno assunti dopo una valutazione medica.

4. Cosa mangiare con il gonfiore intestinale?

Preferisci pasti leggeri a base di riso, verdure cotte e proteine magre, evitando alimenti fermentabili o molto grassi.

5. Il gonfiore addominale può essere sintomo di intolleranza alimentare?

Sì, è uno dei segnali più comuni, soprattutto nel caso di intolleranza al lattosio o al glutine.

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