Acufeni: perché senti i fischi nelle orecchie

admin_clinicaviana Otorinolaringoiatria 0 Comment

Ti capita di percepire un fischio o un ronzio nelle orecchie, soprattutto la sera o nel silenzio, quando intorno non c’è alcun suono? È un’esperienza più comune di quanto si pensi, e ha un nome: acufene.

Nella maggior parte dei casi non è pericoloso, ma può diventare fastidioso e influire sul riposo e sulla concentrazione. 

In questo articolo vediamo cosa sono gli acufeni, perché senti i fischi nelle orecchie, quali sono le cause principali e quando è il caso di rivolgerti a uno specialista.

Che cosa sono gli acufeni

Gli acufeni sono la percezione di un suono — un fischio, un ronzio, un sibilo o un fruscio — in assenza di una reale sorgente sonora esterna. È il classico “fischio nell’orecchio” che senti solo tu, mentre chi ti sta accanto non percepisce nulla.

Il suono può interessare un solo orecchio o entrambi, oppure sembrare provenire dall’interno della testa. Può essere continuo o intermittente, più o meno acuto, e variare di intensità nel corso della giornata.

È importante chiarire un punto: l’acufene non è una malattia, ma un sintomo. Segnala che qualcosa, nell’apparato uditivo o altrove, merita attenzione. Si tratta di un disturbo molto diffuso: secondo dati del Ministero della Salute, circa il 10% della popolazione italiana ne soffre.

Perché senti i fischi nelle orecchie: le cause principali

Senti i fischi nelle orecchie perché qualcosa altera il normale funzionamento del sistema uditivo, dall’orecchio esterno fino alle vie nervose. Le cause possibili sono molte, ed è questo che rende l’acufene un sintomo così vario.

Tra i fattori più frequenti che possono causare o accentuare i fischi nelle orecchie ci sono:

  • accumulo di cerume nel condotto uditivo;
  • esposizione a rumori intensi (concerti, ambienti di lavoro rumorosi, cuffie ad alto volume);
  • infiammazioni o infezioni dell’orecchio;
  • calo dell’udito legato all’età;
  • stress e tensione, che spesso amplificano la percezione del disturbo;
  • tensioni dell’articolazione temporo-mandibolare, come nel caso del bruxismo.
  • tensioni o disturbi della zona cervicale, che in alcuni casi possono modificare o accentuare la percezione dell’acufene.

In alcuni casi il ronzio nelle orecchie è temporaneo e si risolve da solo, per esempio dopo l’eliminazione di un tappo di cerume o la guarigione di un’infiammazione. In altri, invece, tende a persistere e richiede una valutazione più approfondita.

Ronzio nelle orecchie: le diverse forme di acufene

Non tutti gli acufeni sono uguali. Conoscerne le forme aiuta a capire perché lo specialista pone alcune domande precise durante la visita.

Nella maggior parte dei casi si parla di acufene soggettivo, percepito solo dalla persona che ne soffre: è di gran lunga il più comune. Più raro è l’acufene oggettivo, legato a un suono realmente prodotto da strutture vicine all’orecchio, come i vasi sanguigni, che in alcuni casi il medico può rilevare.

Quando il ronzio segue il ritmo del battito cardiaco si parla di acufene pulsante, una forma particolare che merita sempre un approfondimento specialistico.

Acufeni: quando preoccuparsi

Devi prestare attenzione quando gli acufeni sono persistenti, peggiorano nel tempo o interferiscono con il sonno e le attività quotidiane. Un fischio occasionale e passeggero è comune; un disturbo che non passa va invece valutato.

In particolare, è consigliabile rivolgersi a uno specialista quando il fischio nelle orecchie:

  • dura da diversi giorni o tende a ripresentarsi;
  • interessa un solo orecchio in modo persistente;
  • si accompagna a calo dell’udito, vertigini o senso di instabilità;
  • compare all’improvviso e in modo marcato;
  • incide sul riposo notturno, sull’umore o sulla concentrazione.

L’acufene, di per sé, non è pericoloso, ma può ridurre in modo significativo la qualità della vita. Convivere a lungo con il disturbo senza affrontarlo può favorire ansia, difficoltà di concentrazione e problemi di sonno: motivo in più per non rimandare.

Cosa fare: rimedi e gestione degli acufeni

La prima cosa da fare, davanti a un acufene persistente, è individuarne la causa: solo così è possibile scegliere l’approccio giusto. Non esiste un unico rimedio valido per tutti, perché la strategia dipende dall’origine del disturbo.

Quando l’acufene è legato a una causa precisa, come un tappo di cerume o un’infiammazione, la sua risoluzione spesso porta al miglioramento del fischio. In altri casi, l’obiettivo diventa ridurre l’impatto del disturbo e imparare a gestirlo.

Tra gli approcci utilizzati dagli specialisti rientrano:

  1. il trattamento della causa sottostante, quando identificabile;
  2. la terapia del suono, che sfrutta suoni di sottofondo per rendere il fischio meno percepibile;
  3. le tecniche di gestione dello stress e del rilassamento, utili perché la tensione tende ad amplificare l’acufene;
  4. la correzione di un eventuale calo dell’udito, che in alcuni casi riduce la percezione del disturbo.
  5. la fotobiomodulazione con laser a bassa intensità, che, in alcuni casi selezionati, può contribuire a ridurre la percezione dell’acufene. 

In molti casi può essere utile un approccio multidisciplinare, che coinvolga diverse figure professionali in base alle caratteristiche dell’acufene e agli eventuali fattori associati, come calo uditivo, tensioni cervicali o disturbi temporo-mandibolari.

Un consiglio pratico: evita di cercare ossessivamente i sintomi online, perché rischi solo di aumentare l’ansia. Il fischio, infatti, tende a farsi più intenso proprio nei momenti di silenzio e di preoccupazione. Meglio affidarsi a una valutazione professionale, che chiarisce la causa reale.

A chi rivolgersi per gli acufeni

Il primo riferimento per gli acufeni è l’otorinolaringoiatra, lo specialista dei disturbi dell’orecchio. È lui a effettuare la visita, a indagare le possibili cause e, quando necessario, a indicare esami specifici come il test dell’udito.

La valutazione parte sempre dall’ascolto: da quanto tempo è presente il fischio, in quali momenti si accentua, se si accompagna ad altri sintomi. Sono informazioni preziose per orientare la diagnosi e definire il percorso più adatto.

Dopo l’inquadramento medico iniziale, il percorso può coinvolgere anche altre figure sanitarie, in base alle caratteristiche dell’acufene e alle esigenze della persona: l’audioprotesista per la gestione degli aspetti uditivi, il fisioterapista in presenza di componenti cervicali o muscolo-tensive e lo psicologo quando il disturbo ha un impatto significativo sul benessere e sulla qualità della vita.

Da questo punto di vista, tenere a mente quando è comparso l’acufene e cosa sembra peggiorarlo aiuta molto i professionisti coinvolti. È il primo passo per trasformare un fastidio vissuto con ansia in un problema affrontato con metodo.

Se convivi con fischi o ronzii nelle orecchie e cerchi una valutazione per gli acufeni a Novara, l’aspetto più importante è affidarti a chi sappia ascoltarti e cercare la causa reale del disturbo, senza rimedi improvvisati e senza allarmismi.

Presso Clinica Viana la valutazione parte dall’ascolto dei tuoi sintomi e da un esame accurato, in un percorso dedicato proprio a chi soffre di acufeni. Se il fischio nelle orecchie non ti dà tregua, prenota una visita: capirne l’origine è il primo passo per ritrovare serenità.

👉 Prenota la tua visita presso Clinica Viana a Novara: ti aspettiamo.

FAQ

1. Perché sento un fischio nell'orecchio all'improvviso?

Un fischio improvviso può dipendere da cause diverse: un tappo di cerume, l’esposizione a un rumore intenso, un’infiammazione o uno sbalzo di pressione. Spesso è temporaneo, ma se il fischio persiste, interessa un solo orecchio o si accompagna a calo dell’udito o vertigini, è bene rivolgersi allo specialista.

2. Gli acufeni sono pericolosi?

No, gli acufeni nella maggior parte dei casi gli acufeni non indicano una condizione pericolosa. Sono un sintomo, non una malattia, però possono però incidere molto sulla qualità della vita: per questo, quando persistono, meritano una valutazione per individuarne la causa.

3. Gli acufeni si possono curare?

Dipende dalla causa. Quando l’acufene è legato a una condizione identificabile e trattabile, come un tappo di cerume o un’infiammazione, la sua risoluzione può far scomparire il fischio. In altri casi si lavora sulla gestione del disturbo, per ridurne l’impatto sulla vita quotidiana. È lo specialista a indicare l’approccio più adatto.

4. Lo stress può causare gli acufeni?

Lo stress raramente è la causa unica, ma può accentuare la percezione degli acufeni e renderli più fastidiosi. Non a caso il fischio tende a farsi più intenso nei momenti di tensione e nel silenzio. Gestire lo stress è spesso parte del percorso di gestione del disturbo.

5. A chi devo rivolgermi se ho gli acufeni?

Per gli acufeni il riferimento è l’otorinolaringoiatra, che valuta l’apparato uditivo e ne indaga le possibili cause. Dopo la visita, in base al singolo caso, potrà indicare eventuali esami o il percorso più adatto per gestire il disturbo.

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